Le Mostre

Policromia di un Anima: (Spazio Etoile - piazza San Lorenzo in Lucina)

All’interno dello Spazio Etoile di piazza San Lorenzo in Lucina si è deciso di ricostruire un percorso espositivo rivolto all’esplorazione, e quindi alla successiva scoperta, di una sfera complessa del mondo giovanile, quella dell’Hip-Hop.
Punto di partenza è la ricomposizione della stanza di Giaime – cubo della solitudine, del dialogo interiore, della vestizione quotidiana, del sonno e dei sogni di colui che l’abita.

Punto d’arrivo, invece, è l’intera produzione di Giaime: gigantografie spray, quaderni e diari gremiti di disegni esibiti attraverso supporti – lightbox, pannelli di plexiglass, superfici di garza – che suggeriscono l’idea della leggerezza. Non solo. Un intero spazio verrà dedicato all’ascolto, isolato in cuffia, della musica di Giaime e di altri suoi amici rappresentanti del panorama musicale romano. Dunque, in una logica multimediale, frammenti sonoro-linguistico-visivi sono elementi indiziari da ricollegare per ricostruire la policromia di un’anima e la poliedricità di uno spaccato giovanile di fine millennio.
Come si diceva, un ampio spazio della mostra è dedicato al mondo figurativo di Giaime, in particolare alla sua passione per il “graffitismo”.
L’intenzione è quella di voler raccontare di quell’intima esigenza di riconoscersi in uno spazio non più circoscritto, la casa, ma in un contesto più grande, al quale, volenti o nolenti, partecipiamo sempre più, il mondo. Interpreti di questo – almeno auspicabile – come sentire sembrano essere proprio i writer.
Il mondo è la loro casa.

 

Mc_Giaime

Ascoltandoli, ci hanno riferito che «i treni e i muri sono le superfici che viviamo ogni giorno, lo specchio di quello che siamo». Chi decora il freddo metallo di un vagone della metropolitana non è poi così lontano dal «primitivo che ha inciso sulla roccia o dell’appassionato che appende quadri d’autore nel suo soggiorno».
L’esigenza di rappresentare qualcosa ad ogni costo, in un modo a tal punto provocatorio, si manifesta nel tentativo di farsi conoscere, ma soprattutto di riconoscersi, di esprimere la propria opinione in un mondo che ha poca voglia di ascoltare chiunque, soprattutto chi non risponde alle regole che la mente collettiva impone.
Non c’è sempre disperazione o disagio in quelle immagini, ma comunque l’idea di un messaggio contro. Contro lo status quo, contro il potere, contro una vita che si nutre di contraddizioni. Di una cosa, comunque, siamo certi, il writing è senza dubbio una forma di espressione che possiamo considerare artistica senza che gli stessi fautori ne abbiano la presunzione. «Bisognerebbe avere, prima di tutto, una precisa definizione di arte. Secondo voi, un pubblicitario è un artista o un imbroglione? E perché mai delle sterco in barattolo viene conservato nei musei e vale migliaia di euro?», pensieri di un giovane graffitista.
Mc_Giaime
La mostra, promossa dall’Associazione culturale Giaime Fiumanò, è patrocinata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Roma e dall’Assessorato alla cultura della Provincia di Roma, e gode del benestare dell’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), presente con un proprio stand per tutta la durata della mostra per raccogliere fondi e promuovere la ricerca. Giaime, infatti, ha abbandonato la vita in giovanissima età, perché colpito da una rara forma di cancro. Il ricavato della vendita delle opere originali e dei cataloghi sarà devoluto all’AIRC, al fine di realizzare delle borse di studio per la ricerca sui tumori giovanili.

Quale opera di Mc Giaime volete ammirare in un sottopasso metropolitano di roma ?